ITALIANO PER STRANIERI, UN INSEGNAMENTO - GIUNGLA - AVVENIRE, LAZIO 7 16/03/2014



Insegnare italiano agli stranieri  nel nostro Paese è una giungla. Un labirinto di mancata preparazione e assenza legislativa.
Un ragazzo, arrivato in Italia, viene inserito in una classe scolastica di norma di grado inferiore rispetto alla sua età per gli ovvi problemi legati all’apprendimento della lingua. A scuola non trova insegnanti con la giusta competenza a meno che non abbiano privatamente acquisito una certificazione L2 per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri.
Anche qualora avessero la competenza, il programma da portare avanti e i 25 ragazzi in media da seguire sicuramente non permetterebbero ai docenti di dedicarsi come dovrebbero all’alunno immigrato. Lo studente straniero ha bisogni diversi, anche se l’apprendimento è veloce nulla è da ritenere scontato e la lingua è uno dei primi passi per l’integrazione.
E’ così’ che in Italia molto spesso si lavora in emergenza. Infatti, a coprire la drammatica esigenza è soprattutto il privato sociale che con progetti e volontariato assicura il giusto e doveroso “servizio”.
Lo Stato è il primo latitante: il MIUR non considera l’insegnamento della lingua agli stranieri una materia curriculare, lo reputa solo un problema senza riconoscere ai docenti certificati DITALS alcuna professionalità, alcun punteggio in graduatoria, solo un titolo culturale in più. Una qualifica, invece, che è sinonimo di studio, di un tirocinio formativo, di conoscenze glottologiche e linguistiche necessarie per l’insegnamento agli immigrati.
Ancora un’altra giungla si apre per l’acquisizione della certificazione: nessuna formazione statale per gli insegnanti, solo corsi privati o master con costi diversi a seconda del miglior offerente.
A Roma è nata la “Rete scuole migranti”, il punto di riferimento di una serie di associazioni che cerca di rispondere alle varie richieste sul territorio mettendo in comunicazione le diverse realtà. Contemporaneamente continua la battaglia del movimento “Riconoscimento della professionalità agli insegnanti di italiano L2/LS” per perorare la causa dei docenti “invisibili”.
Con la pubblicazione da parte del MIUR nel Febbraio scorso delle nuove linee guida per l’accoglienza e l’insegnamento ad alunni stranieri, la mancanza di una legislazione adeguata al problema e l’assenza del riconoscimento della professionalità sembra una contraddizione non da poco.
E’ da poco uscito nelle sale con una difficile distribuzione il film “La mia classe” diretto da Daniele Gaglianone e interpretato  da Valerio Mastrandrea, prodotto in collaborazione con RAICINEMA ma escluso dal palinsesto a causa della mancata affinità con l’attuale politica aziendale, racconta con grande lucidità le difficoltà e le ricchezze dell’insegnamento agli stranieri.
La lingua è unità, confronto e condivisione. E’ da qui che si parte per l’integrazione, è così che si combatte il pregiudizio.






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