Grande partecipazione al corteo per dire no alla chiusura del centro trasfusionale del Dono Svizzero di Formia. Cittadini, donatori, protezione civile, Croce Rossa e associazioni in piazza Vittoria per manifestare il proprio no al decreto Zingaretti che determina la conversione del presidio a semplice emoteca con disastrosi disagi per gli emotrasfusi costretti alla trasferta per Latina."Vorrei capire come è possibile, chiediamo di rifare i conti, chiudere il centro trasfusionale non conviene a nessuno. E voi, come avete potuto permettere che il nostro ospedale si riducesse così? Prendetevi le vostre responsabilità!", chiede ai sindaci intervenuti Angelo
Riccardelli, presidente del comitato emotrasfusi del Sud Pontino. A guidare il corteo direzione ospedale, Paola Villa, ex candidata a sindaco ed esponente dell'associazione "Un'Altra Città", attiva fin dall'inizio per la difesa del presidio: "Dopo le 14000 firme raccolte due anni fa, non abbiamo smesso di svolgere iniziative sul territorio. Questa è una battaglia di tutti, è la dimostrazione della cittadinanza attiva". Presenti 8 primi cittadini del golfo tra cui quelli di Formia, Monte S. Biagio, Castelforte, Minturno. Tra le file diversi consiglieri comunali ed esponenti dell'opposione formiana. Le istituzioni presenti si sono impegnati pubblicamente per la
sottoscrizione di un documento comune da presentare al Presidente Zingaretti e il Sindaco Bartolomeo precisa: "sarà pronto in un paio di giorni e se non servirà siamo pronti a manifestazioni ancora più
dicesive di questa".Un fiocchetto rosso al petto, un cartellone con scritto "io dono, tu vivi", uno striscione che recita "Se chiude il centro trasusionale, spera di non stare male": un altro tassello della battaglia per la vita.




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