Il Mof di Fondi, il più grande e moderno centro italiano di concentrazione, condizionamento e smistamento di prodotti ortofrutticoli freschi che comprende 200 operatori concessionari, dei quali 10 grandi cooperative agricole che raggruppano 3.000 produttori locali, rischiava fino a pochi giorni di chiudere i battenti per assenza delle adeguate condizioni igieniche. Un debito di 230 mila euro con la ditta responsabile delle pulizie “Tecnoservizi Ambroselli” che vanta decine di mensilità arretrate in un braccio di ferro tra amministrazione, comune e Regione Lazio. Un accordo in extremis con il pagamento di una mensilità ha portato ad una soluzione tampone fino al 15 dicembre ma il futuro è ancora incerto con il rischio del licenziamento per sette addetti dopo il periodo di ferie forzate. La Panapesca era un tempo azienda leader del surgelamento, un grande gruppo armatoriale e commerciale oggi nota alle cronache locali per le proteste contro il licenziamento di 46 dipendenti. La Soes SPA gestisce da dieci anni la sosta a strisce nel Comune di Gaeta, mesi di proteste contro il licenziamento di 42 dipendenti. Notizia solo di ieri l’impegno del primo cittadino a salvaguardare i posti di lavoro con il rinnovo dell’affidamento del servizio. Non ha fine la vicenda Sorriso sul mare, unica struttura nel comprensorio con un bacino di utenza vastissimo, al centro di una lotta tra proprietà, Asl e Regione che si perde nella notte dei tempi. Il 19 Novembre i lavoratori hanno occupato simbolicamente la sala delle riunioni della clinica e indetto lo stato di agitazione sindacale per il mancato pagamento di 4 mensilità. A queste possiamo aggiungere la Blue fish che già tutti sembrano aver dimenticato (unica azienda che portava profitto cacciata dai locali del Molo Vespucci), la Pozzi Ginori che da tempo lancia SOS, la Vtm di Minturno e lo sciopero di 8 ore. Mentre i commercianti combattono contro i nuovi aumenti della Tares, si contano le decine di serrande abbassate in Via Vitruvio e Via Rubino a Formia. Una fotografia della situazione economica del comprensorio frutto sicuramente del momento storico ma anche di un’assenza di politiche mirate e sostegno alle imprese, di sprechi e difficoltà di comunicazione. Che fare? Iniziare ad interrogarsi e interessarsi sarebbe già un primo passo.
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