Nel 2011 persino Repubblica.it annunciava “uno straordinario ritrovamento a Formia”: “Un' indagine archeologica avviata nella scorsa primavera sta riportando alla luce un anfiteatro di notevoli dimensioni nella città di Formia”. Il monumento tra piazza IV novembre e Via Lavanga era noto solo sulla base di indicazioni scaturite dalla fotografia aerea: esse hanno spinto ad avviare una campagna di scavo. Gli archeologi, guidati da Nicoletta Cassieri della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio ritrovarono sei ambienti coperti a volta e disposti a raggiera che costituivano il basamento su cui poggiavano le gradinate in pietra per gli spettatori; parte di uno degli ingressi principali, che comunicava con l' arena; un ambulacro interno con le pareti rivestite da intonaci. I primi risultati delle ricerche suggerirono che l' edificio venne costruito in una zona suburbana raggiungibile anche dal mare durante il I secolo d.C. quando la città si conformò al modello urbanistico dettato da Roma. In realtà già nel 2006 l'Amministrazione provinciale di Latina, quale Ente beneficiario del finanziamento di 650 mila euro stanziati dalla Regione Lazio, per l'acquisizione e la sistemazione dell'area dell'Anfiteatro Romano di Formia, approvò con deliberazione n.121/06, lo studio di fattibilità del relativo intervento e lo trasmise alla Regione per la formale concessione del contributo. Iniziò così a concretizzarsi la possibilità di riportare alla luce lo splendido anfiteatro romano di Formia, interrato nell'area sottostante la stazione ferroviaria. E’ inutile dire che l’anfiteatro potrebbe rappresentare una componente significativa dell'offerta culturale e turistica di Formia e dell'intero Golfo. A suo tempo si affermò: “la riqualificazione contribuirà ad una sistemazione complessiva dell'intera area, rappresentando un importante intervento di riqualificazione del centro urbano di Formia” e bla bla bla. Addirittura si annunciarono un nuovo finanziamento di 259 mila euro, sempre da parte della Regione Lazio, a favore dei centri storici di Formia e destinati ad interventi di incentivazione turistica a cui si aggiungevano cinquantamila euro da parte del Comune. Oggi, Ottobre 2013, l’anfiteatro romano, aperto al pubblico solo in via straordinaria due volte per la manifestazione “Le Notti di Cicerone” è chiuso. Perché? E tutti quei soldi? Si ha un’idea? Di chi è la responsabilità? Un progetto culturale? Tempistiche? Circuito per visite guidate? E quindi? La chiarezza sarebbe cosa gradita.
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