ECCO CHI DOVREBBE PULIRE I TOMBINI A FORMIA (FORSE)


Dopo quanto successo per le abbondanti piogge, dopo gli allagamenti, dopo addirittura una vittima lo scorso anno, i danni, la situazione di emergenza, più volte avevamo sollecitato la risposta ad una semplice domanda: chi dovrebbe pulire i tombini a Formia?
Questa sembra, infatti, essere la causa principale di ogni male in caso di violenti acquazzoni. Una manutenzione che evidentemente, come hanno dimostrato i fatti, non viene svolta regolarmente e correttamente. A chi toccherebbe?
Con la delibera n.120 del 31 maggio 2012 si estesero i servizi di gestione allora non compresi nel contratto con la Global Service stipulato nel 2007 affidandoli all’ Associazione temporanea d’impresa guidata dall’allora Cofathec, oggi Cofely Italia spa (44% dell’ATI,) seguita da CNS Servizi s.p.a., CNS Consorzio Nazionale Servizi, Furlan Arcadio, Palazzo Bitumi.
Il pool di società vincitrice dell’appalto dovrebbe svolgere i seguenti servizi per nove anni: conduzione, manutenzione ordinaria impianti di riscaldamento e condizionamento e assunzione della figura di terzo responsabile; servizio energia; adeguamento normativo delle centrali termiche, manutenzione antincendio, impianto elevatori, manutenzione edifici scolastici, pulizia edifici comunali, servizio pubblica illuminazione, manutenzione verde pubblico, manutenzione strade e piazze. Compresi i tombini? Non è dato saperlo.
La Cofathec ci costa 68.000.00 l’anno con un valore del contratto complessivo di 14,4 milioni. Una società privata, quindi, che gestisce tutta la manutenzione della città, dalla buca sul manto stradale al semaforo di Gianola che non ha funzionato per mesi.
Nel Marzo 2011 si era occupato dell’argomento il Circolo Enzo Simeone del Partito Comunista di Formia. Dopo aver segnalato una serie di disagi, non diversi da quelli di oggi, in particolare dei cittadini delle periferie, si chiedevano: “Ma la Cofely che fa? Chi è controlla l’operato della Cofely – concessionario di servizi pubblici – per cui è profumatamente pagata con pubblico denaro?”. E ancora: “La qualità dei servizi, tanto declamata insieme al fantasma della competitività viene messa da parte appena si firma il contratto. Invece della selezione dell'impresa mediante una gara, l'appalto si trasforma in una sorta di monopolio privato di servizio pubblico di cui l'unica cosa certa fino a questo punto è il disservizio recato al cittadino, cosi è per le buche nelle strade, cosi è per l'acqua sporca nei rubinetti”.
Dalla delibera non è chiaro se sia la Cofely o meno la responsabile della pulizia dei tombini, fatto sta che l’inverno si avvicina e rispondere alla nostra semplice domanda si sta rivelando difficile.

Dopo quanto successo per le abbondanti piogge, dopo gli allagamenti, dopo addirittura una vittima lo scorso anno, i danni, la situazione di emergenza, più volte avevamo sollecitato la risposta ad una semplice domanda: chi dovrebbe pulire i tombini a Formia?
Questa sembra, infatti, essere la causa principale di ogni male in caso di violenti acquazzoni. Una manutenzione che evidentemente, come hanno dimostrato i fatti, non viene svolta regolarmente e correttamente. A chi toccherebbe? Con la delibera n.120 del 31 maggio 2012 si estesero i servizi di gestione allora non compresi nel contratto con la Global Service stipulato nel 2007 affidandoli all’ Associazione temporanea d’impresa guidata dall’allora Cofathec, oggi Cofely Italia spa (44% dell’ATI,) seguita da CNS Servizi s.p.a., CNS Consorzio Nazionale Servizi, Furlan Arcadio, Palazzo Bitumi.
Il pool di società vincitrice dell’appalto dovrebbe svolgere i seguenti servizi per nove anni: conduzione, manutenzione ordinaria impianti di riscaldamento e condizionamento e assunzione della figura di terzo responsabile; servizio energia; adeguamento normativo delle centrali termiche, manutenzione antincendio, impianto elevatori, manutenzione edifici scolastici, pulizia edifici comunali, servizio pubblica illuminazione, manutenzione verde pubblico, manutenzione strade e piazze. Compresi i tombini? Non è dato saperlo. La Cofathec ci costa 68.000.00 l’anno con un valore del contratto complessivo di 14,4 milioni. Una società privata, quindi, che gestisce tutta la manutenzione della città, dalla buca sul manto stradale al semaforo di Gianola che non ha funzionato per mesi.
Nel Marzo 2011 si era occupato dell’argomento il Circolo Enzo Simeone del Partito Comunista di Formia. Dopo aver segnalato una serie di disagi, non diversi da quelli di oggi, in particolare dei cittadini delle periferie, si chiedevano: “Ma la Cofely che fa? Chi è controlla l’operato della Cofely – concessionario di servizi pubblici – per cui è profumatamente pagata con pubblico denaro?”. E ancora: “La qualità dei servizi, tanto declamata insieme al fantasma della competitività viene messa da parte appena si firma il contratto. Invece della selezione dell'impresa mediante una gara, l'appalto si trasforma in una sorta di monopolio privato di servizio pubblico di cui l'unica cosa certa fino a questo punto è il disservizio recato al cittadino, cosi è per le buche nelle strade, cosi è per l'acqua sporca nei rubinetti”.
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