PER UN PEZZO DI MARCIAPIEDE


Un telo di stoffa nero, un pezzo di marciapiede, un borsone e la propria merce. Questo il tesoro di  un venditore ambulante. Ogni settimana una città diversa, un paesaggio diverso dove cercare di guadagnare, magari con la paura della multa o del fermo di turno, qualcosa per mangiare.

Un “vu cumprà” come tanti con l’unica sfortuna di aver scelto il posto sbagliato, il pezzo di marciapiede sbagliato. Un uomo bianco dall’accento campano gli si avvicina con fare prepotente esortandolo animatamente ad andarsene. “Voi negri ci avete rovinato! Qui tu non ci puoi stare! Tornatene da dove sei venuto! Vattene!”. Una lunga lista di insulti segue la richiesta. Il volto dell’ambulante è segnato dalla rabbia e dalla vergogna. Con una lacrima d’orgoglio che scende lungo il viso, gli occhi lucidi che brillano sulla pelle scura, con il suo telo nero in mano che raccoglie tutta la mercanzia, lascia il pezzo di marciapiede. 

Un solo bambino piange spaventato dalle urla, fa ciao con la sua piccola mano all’ambulante come se la sua ingenua spensieratezza avesse colto la vera sofferenza. Sarebbe davvero bello tornare tutti un po’ bambini.

Un telo di stoffa nero, un pezzo di marciapiede, un borsone, la propria merce ed un pezzo di marciapiede sbagliato. Questo è quello che succedeva a Formia tra la folla indifferente e sotto la luna piena  il 23 Giugno scorso.

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