PALAZZI CHE CROLLANO, APPARTAMENTI CHE SCOPPIANO: IL SILENZIO RESTA


Qualche settimana fa, esattamente il 16 Gennaio vi avevamo raccontato (http://www.forumnews.it/?p=4948) la nostra avventura nella ricerca di informazioni sulla palazzina di S. Maria La Noce a rischio crollo per cause ancora da definire. Al silenzio degli addetti ai lavori si era aggiunta un’ “omertà” generale dei cittadini dovuta probabilmente all’incertezza, al timore di esporsi in prima persona. Una crepa nell’asfalto nel parcheggio di un parco residenziale con decine di condomini, crepe visibili ad occhio nudo sulle pareti, un cancello che sembra affondare nel terreno non fanno né notizia né scalpore. E’ di pochi giorni fa l’interpellanza del consigliere comunale d’opposizione Maria Rita Manzo per chiedere risposte concrete all’amministrazione comunale. Tutti siamo in attesa di un comunicato ufficiale del Primo Cittadino Michele Forte, una sua presa di posizione che rassicuri o confermi la drammaticità dei fatti, che esponga quanto verificati dai rilevamenti effettuati. Perché non è possibile sapere i risultati delle indagini sul terreno? Sul palazzo che crolla cala un velo, anzi una coperta, di silenzio. Qualche mese fa, esattamente il 7 Ottobre del 2012, esplode una bombola del gas in un appartamento di Via Madonna di Ponza con annessi feriti e famiglie senza tetto sulla testa. Dopo la ribalta mediatica anche sulla stampa nazionale sulla casa che esplode cala un velo, anzi una coperta, di silenzio. Le due grandi “disgrazie” hanno sicuramente un punto in comune oltre al silenzio: gli sfollati. Per la palazzina di S.Maria La Noce ancora non si è degni di sapere se e quando si potrà rientrare in casa, se e quando inizieranno i lavori, le cause del crollo, le responsabilità: Acqualatina, Trenitalia, la proprietà? I Vigili del Fuoco intervenuti anche per recuperare i beni presenti negli appartamenti confermano che tutto è ora nelle mani dell’ufficio tecnico del Comune. La parrucchiera che gestiva uno delle due attività commerciali al piano terra dicono che, giustamente e ovviamente, è alla ricerca di un nuovo locale. Anche una famiglia di nazionalità albanese in affitto all’ultimo piano è senza casa. Tra chi è ospitato da parenti e chi in albergo a proprie spese la situazione è drammatica e restano solo i sigilli. Ancor di più se si pensa che una grande domanda pende come una spada di Damocle: chi pagherà? Per l’appartamento in Via Madonna di Ponza è lo stato dei fatti a parlare. Basta passare davanti al luogo dell’accaduto per vedere le mura a pezzi, termosifoni che penzolano, un divano all’aperto, uno scenario da far paura. Le quattro famiglie coinvolte, dopo essere state ospitate all’Hotel Bajamar a Gianola a spese del Comune, hanno provveduto e dovranno provvedere con le proprie gambe mentre si aspetta ancora l’agibilità delle loro abitazioni. Mentre noi continuiamo ad interrogarci sulla sorte dei nostri malcapitati cittadini la speranza è che il malcontento non diventi strumento elettorale, le tante parole spese per le campagne verso il voto servano a tutelare situazioni come queste, gli spazi dei nostri giornali sollevino la coperta del silenzio. Ancora una volta non sappiamo i motivi per cui oggi questo articolo forse non vi ha raccontato nulla di nuovo ma sicuramente vi abbiamo documentato uno strano silenzio.


Nessun commento:

Posta un commento