La revisione delle adozioni dei libri di testo in particolare nelle classi in cui la spesa supera del 10% la soglia ministeriale, solidarietà alle “minacce e pressioni” subite dagli alunni per il mancato pagamento del contributo scolastico, boicottaggio dei test INVALSI, un maggiore peso delle attività e del rendimento scolastico per l’acquisizione dei crediti scolastici a discapito dei corsi e delle attività extracurriculari, pagamento dei viaggi d’istruzione con bollettino e non in contanti, lettera al sindaco per la manutenzione delle fermate dell’autobus, un sondaggio tra gli studenti per l’organizzazione dell’anno scolastico: questi in sintesi i punti chiave del programma della lista “Senza tregua” per l’elezione in consiglio d’istituto del Liceo Scientifico L.B. Alberti. Punti al centro di quanto accaduto nell’ultima settimana nell’istituto di Minturno. Non una semplice “cosa da ragazzi”, non un film americano in cui il più bello della scuola con il ciuffo nero e gli occhi celesti si contende il “titolo” ma una questione di democrazia scolastica e non solo. Venerdì 26 Ottobre i cinque ragazzi della lista in questione venivano sospesi con obbligo di frequenza dal Dirigente Scolastico Prof. Amato Polidoro: "Sanz. di sospensione dalle lezioni per un periodo non superiore ai cinque giorni; Organo abilitato: CONSIGLIO DI CLASSE nella componente allargata secondo quanto previsto dal D.l. 16/04/94 n°297 art. 5 comma 2". Social network e passa parola; il giorno seguente gli studenti dell’Alberti scioperano fuori l’istituto durante la prima ora, a seguire sciopero bianco, boicottaggio delle elezioni, occupazione pacifica del cortile. Cerchiamo di capire le due posizioni: il preside ha reputato i contenuti del programma poco consoni, non ha accettato la mancanza di confronto con i ragazzi della lista prima di affiggere i volantini in ogni classe, assenza del permesso del consiglio d’istituto. La voce degli studenti si fa sentire chiara e forte: il dirigente ha disposto la sospensione in violazione al Regolamento Disciplinare che assegna tale facoltà al Consiglio di Classe e non al preside nonché in contraddizione con le normative in merito alla propaganda elettorale, che sarebbe autorizzata dal 18° al 2° giorno antecedente le elezioni. Gli alunni esprimono la perplessità anche sulla necessità di condividere il programma elettorale con il dirigente prima che con gli studenti, i veri elettori. Le contraddizioni non finiscono qui. Secondo gli alunni la motivazione formale della sospensione non sussiste: il dirigente non ha le prove che siano stati i cinque ragazzi puniti ad affiggere materialmente i programmi. E’quanto mai chiaro che la questione sono i punti in cui il programma si articola eppure ritornare sui propri passi è sintomo di intelligenza: dopo essere inizialmente rimasto fermo sulle sue posizioni e aver addirittura chiesto l’intervento degli agenti della Digos durante lo sciopero, il Prof. Polidoro, su proposta dello stesso Consiglio di Istituto, ha deciso di commutare la sospensione, trasformandola in semplice “attività utile per la scuola” annullando ogni provvedimento disciplinare. Questi i fatti e tante le componenti da valutare prima di esprimere una valutazione: volontà di repressione e dimostrazione di autoritarismo gratuito da parte del preside o altri sospetti inespressi? Dall’altra parte gli studenti hanno il sacrosanto diritto di espressione, di partecipazione attiva secondo gli strumenti previsti per un miglioramento della stessa scuola che li forma e li accompagna nelle crescita dall’asilo all’università. “Chi apre le porte della scuola, chiude una prigione”, diceva Victor Hugo. Su questo sia il preside che i cinque alunni sospesi sarebbero d’accordo.
Articolo pubblicato su Forum (www.forumnews.it)
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