Al centro di questa campagna elettorale più che mai fatta di frasi e
situazioni di circostanza messe lì a ripetizione una questione sembra
essere al centro delle preoccupazioni in bocca ai più disparati
individui che acclamano al bene dell’Italia: la casa. Imu, mutui e tasse
mettono al centro uno dei bene primari, il simbolo della sicurezza per
eccellenza, il nido, il posto sicuro per antonomasia, il primo passo
dell’indipendenza e di una nuova vita. Ci siamo divertiti a fare un giro
in diverse agenzie immobiliari del territorio per capire come il
mercato del nostro comprensorio risponde alla situazione nazionali e
quali le principali dinamiche che lo caratterizzano. Tutti sono
concordi, come ovviamente c’era da aspettarsi , su un calo delle vendite
in particolare nell’ultimo tragico anno. Dati ISTAT alla mano fino al
2010 l’andamento non era così disastroso anzi addirittura c’era una
crescita seppur minima. Nel primo semestre 2010 l’aumento di
compravendite registrato nei principali Comuni della provincia pontina
era stato complessivamente del + 3,71% capovolgendo il trend in discesa
che aveva caratterizzato gli ultimi due anni. Tra le vendite e l’affitto
la seconda tipologia domina: “quasi più nessuno ha una somma tale da
versare tutta insieme per acquistare una casa. Si preferisce pagare un
tot al mese. Ormai la casa di proprietà sembra essere diventata solo per
pochi eletti ereditieri”, ci spiega una delle agenti immobiliari
intervistate. Le percentuali sono ancora più basse se parliamo di
seconde case: “ un lusso che non ci si può più permettere. Prima si
reputava un investimento oggi una spesa inutile”. Appena chiediamo se
IMU e mutui hanno condizionato il mercato tutti all’unanimità confermano
che sono stati i principali fattori che hanno disincentivato giovani
coppie, trentenni o famiglie a comprare una casa. Curiosando tra le
richieste più disparate invece dell’attico dei sogni resiste sempre
l’appartamento al centro città: “non è detto, infatti, che il centro sia
necessariamente sinonimo di più costoso. Dipende da tanti fattori:
dallo stato, dalla posizione, dalle necessità di chi vende”. Le
periferie nonostante siano densamente popolate sono le meno richieste
insieme alla zone di mare. I cittadini del Sud Pontino rinunciano anche
alla villa a due piani, alla casa in campagna con giardino e piscina ma
largo ai monolocali e bilocali. Le logiche del mercato impongono il
classico meccanismo del cane che si morde la coda: non ci sono soldi,
non si riesce a vendere e affittare, gli immobili a disposizione liberi
sono di più, i prezzi degli affitti e delle vendite scendono (“l’affitto
della stessa casa nel giro di un anno è sceso da 700 a 600 euro”), i
venditori guadagnano di meno o rinunciano a svendere la propria casa.
Chi viene danneggiato? Sia il compratore che l’acquirente. Incontriamo
diverse famiglie nelle agenzie immobiliare tutti con gli stessi identici
problemi: “non c’è liquidità, viviamo nel precariato, secondo lei
possiamo permetterci una casa?”. Purtroppo possiamo soltanto ancora dire
“casa dolce casa”.
Pubblicato su www.forumnews.it
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