EMANUELE LEONE: UN CALCIO ALLA VITA A MODO MIO


Articolo pubblicato su www.forumnews.it

Alex Zanardi all’età di 46 anni ha vinto ieri l’oro alla cronometro h4 delle paralimpiadi 2012. Sembrano quanto mai lontani i tempi in cui era a bordo della sua macchina di Formula 1 prima del terribile incidente del 2001. Oggi ringrazia la moglie, il collega, la vita che lo ha miracolato, lo sport che lo ha salvato. Lo stesso sport che ha reso i sogni di Emanuele Leone realizzabili e non così lontani nonostante quel tragico incidente in auto all’età di soli 15 anni in cui ha perso una gamba. Oggi Emanuele ha 22 anni e nella sua Lenola continua a sognare e a lottare per lo sport e per il calcio. Domenica il campo sportivo “Falcone e Borsellino” del paese pontino ha ospitato la seconda partita della Nazionale Calcio Amputati. Non un semplice sogno ma una realtà. Ragazzi letteralmente “in gamba” conosciutisi tramite i social network che hanno deciso di dare un calcio al pallone a modo loro, un modo sano, sentito, carico di passione e “di anima”, come ci racconta Elvira Mattei, la mamma di Emanuele. “Una traversata fino a Correggio lunga una notte ed una giornata intera per la prima partita della nazionale ma l’entusiasmo e la gioia di questi ragazzi era incredibile. Durante questo primo incontro abbiamo deciso di ospitarne un secondo qui a Lenola. E’ iniziato tutto per gioco, Emanuele non ci credeva, io mi sono messa subito in moto con l’aiuto di tutto il paese”, ci racconta Elvira. Un secondo che ha cambiato la vita di Emanuele e della sua famiglia: palleggiava il pallone con scatti veloci ora uno strappo alla gamba è il ricordo di una giornata dove ogni energia è stata spesa senza riserva, momenti neri e di grandi difficoltà superati con la vicinanza degli amici di sempre. Nessuna pietà e compassione, forza, caparbietà e un pizzico di testardaggine, Emanuele non si è mai fermato, “ha fatto di tutto e di più”. I rimpianti di un provino per la squadra del Parma immediatamente sfumato, di una giovinezza diversa, di un futuro che ti chiede di cambiare le carte in tavola all’improvviso. Il pensiero insistente che tutto poteva e doveva andare in un altro modo si ricongiunge al suo originario obiettivo. Lo stesso sport che si è allontanato all’orizzonte gli sta dando un’occasione ed Emanuele se la sta giocando fino in fondo. Il CONI sta già valutando l’ipotesi di inserire lo sport tra i giochi delle paralimpiadi. Un’opportunità non solo per il lenolese ma per chi, come lui, Alex Zanardi, Annalisa Minetti e gli atleti che stanno dando in questi giorni una grande dimostrazione di vita convivono con una diversa abilità. Chi con disciplina, dedizione e intraprendenza opera nel piccolo spesso genera qualcosa di grande al di là di ogni aspettativa. Ne è la prova Emanuele, testimone di speranza per chi come lui e gli altri ragazzi della Nazionale Calcio Amputati hanno deciso di dare un calcio alla vita a modo loro, ne è la prova Elvira, testimone di genitori coraggio che non negano, nascondono o non ammettono la disabilità, ne fanno tesoro e motivo di orgoglio perché è più facile che dalla sofferenza nasca una bella notizia.

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