Articolo pubblicato su www.forumnews.it l'11/07/2012
Tempi di saldi in tutti i sensi ed in tutti i campi. Il termine inglese “spending review” è entrato a far parte ormai del nostro vocabolario fondamentale insieme a “spread” e “bond”. Giovedì scorso è stata approvato il decreto sulla revisione della spesa statale promosso dal governo targato Mario Monti. Vittime principali della ghigliottina: sanità, giustizia e pubblica amministrazione. Quali le conseguenze sul nostro comprensorio? Aspettando di capire se Latina rimarrà ancora provincia, è attesa la chiusura delle sedi distaccate del tribunale di Latina: Gaeta, all’ordine del giorno del consiglio comunale di ieri pomeriggio e di Terracina. Gli uffici pontini rischiano di chiudere come le altre 218 sedi distaccate d’Italia. Il decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie approvato in Consiglio dei Ministri è ora al vaglio delle commissioni parlamentari ma le speranze di un’inversione di tendenza sono ormai minime. Il provvedimento prevede, inoltre, la riduzione e l’accorpamento delle procure: la sede della vicina Cassino verrà soppressa. “Bene! Se prima avevo qualche speranza, adesso non rivedrò mai più i miei soldi!”: così al bar qualcuno con cause in corso commenta le novità. Non solo si corre il rischio di un ulteriore rallentamento della macchina giudiziaria ma un’ingente insufficienza e distanza dal territorio di competenza. Dopo una battaglia iniziata nel 1991, dopo una spesa di 5 miliardi del vecchio conio, dopo una nuova proposta di legge nel 2006 che chiedeva l’istituzione di una sede distaccata del tribunale a Gaeta visto l’alto rischio di infiltrazioni camorristiche, dopo l’inaugurazione il 5 Novembre 2007 (22 anni di attesa), oggi si è giunti all’epilogo segno del degenerare dei tempi: la chiusura di una sede utile ed attiva per caratteristiche del territorio, popolazione e numero di processi.
Ne è convinto anche il primo cittadino di Terracina Nicola Procaccini, che così dichiara alla stampa: “La chiusura delle sedi di Terracina e Gaeta porterà in dote al Tribunale di Latina un’enorme e complessa mole di cause pendenti, che ingolferanno la già problematica e gracile organizzazione generale, ma sarà soprattutto un grande regalo che si concederà alle consorterie malavitose, particolarmente attive sul territorio della Provincia di Latina”. Altro giro, altra corsa; altro governo, altri tagli. Di nuovo nel mirino la sanità. Fuori ogni luogo comune e dati di fatto già provati quotidianamente e personalmente sullo stato dei nostri ospedali, provando a dimenticare per un attimo lo scotto già pagato nel 2009, proviamo a capire come le percentuali fornite dal governo Monti si applicano al nostro comprensorio. Secondo la spending review dovrebbe esserci una percentuale del 3,7 posti letto ogni 1000 abitanti. Se solo la città di Formia conta 40000 abitanti il nostro ospedale dovrebbe rimanere con circa 150 posti. Oggi, secondo Italia – Mia, il portale che recensisce tutte le strutture, le Asl ed i presidi italiani, il presidio ospedaliero Sud rappresentato dall’ospedale di Formia conta oggi tra tutti i reparti 233 posti letto. Se la matematica non è un’opinione il provvedimento porterà un taglio di 83 posti letto. Considerando che all’ospedale di Formia e al pronto soccorso “Dono Svizzero” confluiscono tutti gli utenti del comprensorio privo di altre strutture il futuro non sembra così roseo. Qualcuno direbbe: “E io pago!”.
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