PROVINCIA PONTINA: TRA QUALITA’ DELLA VITA E SUICIDI


Articolo pubblicato su www.forumnews.it il 20/06/2012
Due episodi di cronaca hanno dominato le pagine dei giornali locali nell’ultima settimana: due suicidi, due storie parallele ed opposte con in comune solo un folle gesto. Un diciassettenne di Formia ed un cinquantenne di Gaeta, un balcone del quartiere S. Pietro e la grotta del turco sulla montagna spaccata, un’angoscia tipicamente adolescenziale per una bocciatura o per una storia d’amore finita male contro l’angoscia tipicamente adulta della mancanza di lavoro e di risorse economiche. Due storie opposte e parallele con un diverso finale: gravi condizioni di salute ma miracolosamente ancora in vita il ragazzo, una tragica fine per il cinquantenne. Un quadro ancora più nero se lo inseriamo in uno sguardo più ampio. Secondo il rapporto Eures il Lazio ha subito un incremento di casi di suicidio del 14,8% ma è la provincia di Latina a spiccare con 31 casi nell’ultimo anno rispetto ai 14 del 2008 e un’incidenza di 5,7 ogni 100mila abitanti. Le ragioni di un fenomeno in costante crescita le spiega in un’intervista rilasciata ad Affaritaliani.it lo scorso marzo Giuseppe Nicolucci, neurologo dell’ospedale Santa Maria Goretti: “Latina, troppo chiusa, non sa offrire risposte al disagio sociale, si è progressivamente chiusa in una visione provinciale, senza adeguati sbocchi culturali, senza prospettive lavorative. Chi già vive una condizione personale di grave disagio si sente ingabbiato in questa dimensione e spaesato dalla perdita di riferimenti”. Secondo il neurologo determinante è stata la contingenza economica: polo attrattore di numerosi operai provenienti dal meridione, a causa del fallimento delle decine di aziende la precarietà economica porta al folle gesto. I dati forniti dall’Eures e l’analisi del neurologo sembrano non coincidere con le percentuali fornite dallo studio dell’Università di Cassino del 2011 “Percezione della qualità della vita nei centri storici della Provincia di Latina”.


I questionari sottoposti al campione di popolazione avevano fatto registrare ottime percentuali relative alla qualità della vita addirittura con picchi del 42,9% a Sperlonga, 26% a Castelforte e 23,1 a Sermoneta. Un dato interessante se teniamo conto che Nicolucci ha individuato tra le altre cause di suicidio l’ instabilità familiare e la diffusione di fenomeni di delinquenza. I cittadini hanno una percezione deviata della realtà in cui vivono? Sembra forse più corretto e giusto dire che sicuramente l’ambiente ed il territorio influiscono ma è sempre frutto di una scelta ed di una situazione strettamente personale. Così declamava nel 2005 durante la cerimonia delle lauree al Kenyon college a tre anni dal folle gesto con cui si tolse la vita il brillante scrittore David Foster Wallace: “Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all’altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua?” I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “ma cosa diavolo è l’acqua? (…) La Verità con la V maiuscola è sulla vita PRIMA della morte. È sul valore reale di una vera istruzione, che non ha quasi nulla a che spartire con la conoscenza e molto a che fare con la semplice consapevolezza, consapevolezza di cosa è reale ed essenziale, ben nascosto, ma in piena vista davanti a noi, in ogni momento, per cui non dobbiamo smettere di ricordarci più e più volte: “Questa è acqua, questa è acqua (…) Ragazzi non vi suicidate!”.

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