Articolo pubblicato su www.forumnews.it l'8/08/2012
Nel 2012 si grida all’abbandono del campanilismo, delle frontiere geografiche e dei confini; nell’epoca della globalizzazione a molti sembra una contraddizione. Eppure l’acqua del mare continua a dividere: le acque laziali contro le campane, il litorale pontino da sempre agli occhi dei casertani, soprattutto dei più giovani, i Caraibi di noi altri e il litorale domizio considerato dai pontini il lembo di terra al di là del Garigliano a cui nulla c’è da invidiare. Le testate casertane sembrano non risparmiarsi e diversi sono stati gli attacchi nelle ultime settimane. Mentre tutti gli ombrelloni del comprensorio, da Minturno a Gaeta, come di tutto il territorio nazionale, sono rimasti chiusi nei primi giorni di agosto a causa della protesta degli operatori balneari contro la direttiva europea Bolkestein in materia di concessioni demaniali per l’utilizzazione degli arenili, si continuava a discutere al di là e al di qua dello storico ponte della qualità delle acque. Uno scarica barile letterale e metaforico. Mentre la Gazzetta di Caserta titola che “Il Lazio avvelena il mare domizio” gli assessori di Formia e Minturno Aristide Galasso e Vittorio Pecorino effettuano un sopralluogo nelle acqua del golfo rilevando nessuna grande fonte di inquinamento. Mentre il presidente del consorzio di bonifica aurunco Angelo Barretta punta il dito contro la capitaneria di porto di Formia della serie “niente relazioni, tornatevene a casa vostra”, i due esponenti politici in compagnia del Capitano Vigliotti a bordo dell’unità G.F. Alfa 78 effettuavano un tour fino al tratto di mare di Scauri, Marina di Minturno e il Garigliano.
Dopo essere stata rinvenuta sulla spiaggia di Baia Domizia una carcassa di pecora sotto gli occhi dei bagnanti e degli operatori, la Capitaneria aveva invitato gli enti locali ed il consorzio ad un maggiore controllo. Una sollecitazione ritenuta inaccettabile dopo giorni di limpido mare e l’impossibilità scientifica che una carcassa o un pneumatico possa attraversare le griglie dei canali di scolo o delle reti fognarie. Da qui le sicure dichiarazioni del commissario Barretta: “Sono sicuro che lo sversamento ci sia stato a Formia tanto che anche Scauri accusa lo stesso problema. Bisogna indagare alla destra del Garigliano. La capitaneria che ha i mezzi andasse a Formia con le motovedette per stanare chi causa questo impatto ambientale”. Stiamo parlando delle stesse acque in cui Galasso e Pecorino hanno rinvenuto soltanto “la presenza di fioriture algali causate dal grande caldo”. Al di là e al di qua del Garigliano: il ponte della non comunicazione.
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