In III media mi chiesero di scrivere un tema sul 25 Aprile, la festa della liberazione. Parlai degli alleati che restituirono agli italiani il territorio nazionale cacciando i tedeschi, parlai della Resistenza, parlai della guerra in Iraq alla ribalta in quell’anno, parlai di giustizia e di libertà. A 13 anni mi trovai a parlare di qualcosa che mi sembrava tanto lontano nel passato quanto astratto. Oggi mi ritrovo davanti allo stesso tema con quasi 10 anni di più e mi viene ancora da scrivere di libertà e di giustizia, non come un passato lontano ma come un futuro che, forse, si può solo sognare. Ricominciamo il tema. Il 25 Aprile del 1945 gli alleati liberarono l’Italia dai tedeschi nazifascisti. La guerra era finita e si poteva iniziare la ricostruzione. La ricostruzione materiale e degli animi distrutti da anni di dominazione straniera. Ieri un nuovo 25 Aprile, da oggi in teoria una nuova ricostruzione, una nuova giustizia e una nuova libertà dalla dominazione del denaro, dell’indifferenza, del mostro crisi, della politica sporca e di uno stereotipo di una paese tra le mille risorse e lo sfascio. Una nuova liberazione con un nuovo movimento di popolo partigiano che si riappropri della propria identità e del proprio paese non con le armi ma con la cultura le idee. Un nuovo tema da scrivere su una nuova liberazione: non del 1945 ma del 2012.
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