Pubblicato su www.forumnews.it il 29 Marzo.
Io turista sul treno senza aria condizionata nel mese di Luglio assolato scorgo all’orizzonte dal mio finestrino aprirsi una distesa di acqua brillante, con un mandolino rovesciato che sembra galleggiare sulla distesa blu: “ho fatto proprio una bella pensata a scegliere come meta delle mie vacanze il golfo di Gaeta!”. Le bellezze paesaggistiche sembrano non deludere le aspettative dell’io turista che ha scelto il nostro comprensorio per le sue ferie, non sa ancora che la cornice non fa il quadro. Il nostro Io turista per soggiornare nel golfo ha già messo una bella mano al portafoglio o al conto in banca. Per una settimana di vacanza dal 30 Luglio al 5 Agosto a Formia o Gaeta dovrebbe sborsare per una camera singola con colazione in Hotel 450 euro, 780 euro per una matrimoniale e 1080 euro per una quadrupla. Per risparmiare l’Io Turista ha provato anche a sbirciare i prezzi dei B&B ma la sostanza non cambia di molto: 764 euro la matrimoniale e 839 euro la tripla. Un’offerta turistica che già non può chiamarsi offerta: a Formia e Gaeta solo alberghi di un certo livello con prezzi che non possono essere da meno e con sorpresa B&B mai sentiti che cercano di farsi spazio senza riuscire a rappresentare un’alternativa conveniente. Qualcuno, per fortuna, lancia pacchetti a 30 euro a notte ma solo per un numero di giorni consistente. Se proviamo a spostarci arriviamo a Scauri dove, sicuramente, la possibilità di scelta è molto più ampia e si va da un prezzo di 95 euro al giorno ad Agosto agli 80 di Luglio. Dopo essersi dato un pizzico sulla pancia, l’Io turista prenota e paga il pernottamento a cui dovrà aggiungere pranzo, cena, discesa in spiaggia, parcheggio sulle strisce blu, gelati e merende. Per una gita in barca con partenza da Gaeta spenderà dai 15 ai 60 euro (servizio assente a Formia e Minturno) e per un po’ di pesca turismo atri 30 euro. Per risparmiare sul vitto e sul pagamento a persona l’Io turista pensa alla soluzione dell’affitto casa. I suoi amici lo scorso anno hanno fatto così e si sono ritrovati un quartiere di turisti che avevano fatto la stessa pensata da diversi anni. Tramite il servizio di agenzia on line, annunci e conoscenze i prezzi sono quelli: da 300 a 1000 euro a settimana. Se l’io turista è minimamente interessato a vedere dal vivo i magnifici luoghi che siti web come gaetavacanze.com o formiaturismo.it o minturnoscauri.it mettono in prima pagina, si informa e si attiva per una visita guidata. L’Io turista, non si sa come, data la distribuzione isolata di info point, verrà a sapere che per ogni monumento dovrà pagare un biglietto separato, dovrà recarsi autonomamente con relativa spesa di benzina perché non è né prevista una card unica né un servizio di bus navetta. Forse, invece, non verrà mai a sapere che a 30 minuti di macchina dal complesso archeologico di Minturnae che è riuscito a visitare c’è uno dei pochi esemplari in Europa di cisternone romano; non saprà mai che invece di fare la lucertola a mare fino alle 17 potrebbe passeggiare nel Parco della Riviera di Ulisse o dei Monti Aurunci; non saprà mai che a Formia è morto Cicerone perché quel grande monumento che da fuori sembra chiuso, probabilmente, lo è. L’Io turista non potrà neanche godere di un parco termale perché gli impianti collocati a pochi chilometri dalla spiaggia, a detta dei cittadini, sono frequentati solo per raffreddori e mal di gola. Questa la cornice senza quadro che è il turismo nel nostro territorio: un patrimonio impensabile che affaccia sul mare che è lasciato al caso e al singolo evento senza una politica comune. Non è necessario puntare sulle grandi infrastrutture ma valorizzare quanto già abbiamo. Perché le gite scolastiche non scelgono come meta il nostro territorio? Perché, soprattutto, non ce lo chiediamo? Siamo al centro della tratta ferroviaria Roma – Napoli: quando finiremo di essere solo il ponte tra le due metropoli? Perché chi va a Ponza o Ventotene conosce solo il nome di Formia perché c’è il porto da dove partono i traghetti? Secondo i dati dell’ APT della Provincia di Latina dal 1965 al 2010 il Sud Pontino ha registrato un calo del movimento turistico del 15,1 %. Comprendiamo l’io turista se sul treno lasciandosi alle spalle quello specchio d’acqua brillante chiamerà sciocchi i suoi cittadini, i suoi imprenditori e i suoi amministratori.
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